Con le sue sette cime disposte a semicerchio intorno a due piccoli laghi craterici, il Massiccio del Vulture e le verdi terre circostanti offrono uno scenario di singolare bellezza, ancora poco conosciuto e largamente inesplorato dagli itinerari turistici convenzionali. Famosissimi, al contrario, sono i vigneti da cui deriva l’Aglianico del Vulture, rosso di grande personalità e lungo invecchiamento, vero e proprio fiore all’occhiello dell’enologia lucana.
Per apprezzare questa esclusiva produzione regionale che ben si abbina alle saporite ricette tradizionali, basta muoversi da Rionero in Vulture a Barile, da Rapolla a Melfi percorrendo ampie e fertili distese ammantate di vigneti e castagneti.
A circa 10 chilometri dai laghi, Rionero in Vulture è un accogliente centro agricolo, sede di interessanti ritrovamenti archeologici tra i quali anche alcuni resti di un acquedotto romano. Da degustare in loco l’ottimo Aglianico, l’altrettanto pregiato olio Colline del Vulture, e la tradizionale salsiccia pezzenta, tipico esempio di cucina povera-contadina.