Percorrendo le strade e i sentieri si incontrano vette solitarie a fresche valli, da dolci colline solcate da ulivi e boschi secolari. Il verde intenso dei declivi e l’oro del grano sono interrotti da mille corsi d’acqua purissima. Ben undici laghi punteggiano il territorio: dal massiccio del Nuria prende vita la sorgente del Peschiera, sito di eccezionale interesse naturalistico, che con le sue acque limpide rifornisce l’acquedotto di Roma.
Nella Valle Santa il fiume Velino, prima di dare origine alla cascata delle Marmore, disegna un territorio costellato di perle ambientali: le gole, la piana di San Vittorino, generosa custode d’acqua, e la zona umida della riserva dei laghi Lungo e Ripasottile. Tutto è incorniciato da vette solitarie che nascondono ambienti esclusivi e selvaggi, coperti di neve durante l’inverno e colorati da variopinte e ricchissime fioriture durante l’estate.
La flora offre una straordinaria varietà con i boschi di faggio, betulle, cerri e frassini. A quote più basse castagni e querce secolari si alternano ad arbusti tipici della macchia mediterranea. Nelle zone più umide salici e pioppi fanno da corona a canneti che nascondono gli specchi d’acqua e le loro ninfee.
La “Valle Santa” viene chiamata la valle Retina perché San Francesco la scelse per compiere tre gesti fondamentali della sua vita e della sua spiritualità: nel 1223 volle il primo Presepio della Cristianità, lo stesso anno scrisse la Regola definitiva dell’Ordine e, probabilmente, quell’inno tenerissimo che è il Cantico delle Creature. San Francesco amò profondamente la Valle Reatina. Vi trovò rifugio dalla vanità del mondo, gente semplice e vicina al suo messaggio e una natura dolce e rigogliosa.
Accanto ad Assisi e la Verna, la elesse a una delle sue tre patrie. Quattro sono i conventi legati a lui collegati uniti nel Cammino di Francesco, un itinerario religioso e spirituale inserito in una natura di spettacolare purezza. Il territorio è infatti prevalentemente montuoso con i Monti della Duchessa e i monti del Cicolano a sud, il Monte Terminillo (2217 m) e i Monti Reatini a nord, i Monti della Laga (2458) ad est al confine con l’Abruzzo.
Un territorio protetto in numerosi parchi e riserve, dal Parco regionale naturale dei Monti Lucretili, alla Riserva regionale Montagne della Duchessa, dal Parco regionale naturale del Sirente – Velino al Parco Nazionale del Gran Sasso ai Monti della Laga. Numerosi sono anche i laghi, anch’essi inseriti in riserve naturali.
Tradizionalmente ritenuta il centro geografico d’Italia, e per questo indicata anche come Umbilicus Italiae, Rieti sorge lungo una fertile pianura alle pendici del Monte Terminillo, sulle sponde del fiume Velino.
Così dice di lei Edward Lear nel 1843: «Rieti l’antica Reate, città dei Sabini, molto antica, sta sul Velino, all’estremità di una pianura ampia e fertile la cui bellezza può essere poco apprezzata solo da un visitatore frettoloso. […] Penso di aver osservato poche volte una scena più attraente di quella offerta dalle torri di Rieti e dal suo tranquillo mondo di vigneti, così come la vidi l’ultima sera del mio soggiorno.» Attorno ad essa, in un contesto naturalistico d’eccezione, sorgono cittadine e borghi ricchi di storia e di tradizioni anche gastronomiche valorizzate in sagre e in feste come il Palio del Velluto. Basti pensare ad Antrodoco con i suoi “stracci” e ad Amatrice, patria della famosa amatriciana.