ELEONORA DUSEChe Eleonora Duse sia una gloria chioggiotta non c’è mai stato alcun dubbio. Un suo busto bronzeo fregia la sala del Consiglio comunale e una lapide campeggia nell’omonima calle. Le stesse biografie apparse sulla stampa al momento della morte lo affermarono in modo perentorio: “Eleonora Duse”, scrisse ad esempio il Corriere della Sera, “era oriunda da Chioggia, portava nello sguardo quella nostalgia delle lontananze, quel senso di smarrimento nella vastità
di infiniti orizzonti propri della gente marinara”. Il dubbio o meglio l’equivoco sulle sue origini venne sollevato da alcuni per il fatto che l’attrice risulta negli atti nata a Vigevano “alle 2 antimeridiane del 3 ottobre 1858″ in una stanzetta di un modestissimo albergo, il “Cane d’oro”, poi demolito per lasciar posto ad un supermercato.
Il suo nonno, Luigi Duse, fu l’inventore del personaggio comico molto popolare di Giacometo Spasemi, il fondatore del teatro “Duse”, poi “Garibaldi”, che sorgeva fino all’ultima guerra proprio difronte al Caffè Pedrocchi di Padova. Lo stesso suo padre, Alessandro, continuò l’eredità familiare, facendo parte di quella compagnia Duse – Laguna: dove mosse i primi passi ancor bambina. Nata dunque in tournée, l’attrice fece ritorno a Chioggia quando aveva cinque mesi.
Da quel momento spiccò il volo battendo le ribalte dell’Europa e dell’America in lunghe tournée, ispirando direttamente autori come D’Annunzio, a cui fu legata in un difficile rapporto artistico e sentimentale, e interpretando magistralmente opere di Dumas, sardou, Suderman, ma soprattutto Ibsen.
Per un’emblematica coincidenza sarà ancora la stanza di un hotel (lo “Schenley”) della 4a strada a Pittsburg negli Usa che la vedrà spirare alle 2,30 del mattino del 21 aprile 1924. Era in pratica il destino di una “figlia d’arte”, sorta in una stirpe di teatranti.
Unico privilegio che restò a Chioggia fu quello di veder posta sopra sopra la bara una propria corona accanto a quella dei Sovrani, del governo e della figlia.