GIOVANNI ANTONIO DE SACCHIS“Il Pordenone”, cioè Giovanni Antonio De Sacchis, è il maggiore e più noto pittore nativo di Pordenone. Tanto è vero che prese il nome della città. Nacque infatti a Pordenone nel 1484 e morì a Ferrara nel 1539. Nacque in un periodo fortunato per un pittore, un periodo fiorente di pittori e scultori rimasti nella storia dell’arte. Entrò in contato e subì le influenze di artisti come Giorgione e Pellegrino da San Daniele. Secondo il Vasari, fonte importante di notizie relative ai pittori del periodo, “Il Pordenone” fu influenzato, agli inizi, oltre che dall’esempio di Andrea Mantegna, probabilmente dalla conoscenza delle incisioni del Dürer e di altri artisti del nord europa. “Il Pordenone”, nel corso di un viaggio nella capitale nel 1514-1515, entrò in contatto con l’opera di Raffaello e Michelangelo e dopo questa esperienza adottò il linguaggio della “maniera moderna”. “Il Pordenone”, chiamato ai suoi tempi “pictor modernus” fu presente e attivo in diversi paesi del Friuli, in Umbria, nei possedimenti dei signori di Pordenone. Negli anni 1519-1520 il canonico Brocardo Malchiostro aveva già affidato sia a Tiziano Vecellio (1485-1576) sia a Giovanni Antonio De Sacchis i decori della Cappella dell’Annunziata nel Duomo di Treviso. Entrò quindi in concorrenza con Tiziano. Infatti in seguito a Venezia nel 1528 perse contro Tiziano il concorso indetto per la realizzazione della Pala di san Pietro martire, per la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. Il confronto tra “il Pordenone” e Tiziano, animerà la scena artistica lagunare, concludendosi con l’emarginazione del pittore di Pordenone. Dopo la morte di Antonio de Sacchis, scese il silenzio sulla sua opera di manierista da parte degli scrittori veneziani. Fortunatamente il Giorgio Vasari gli dedicò una biografia dove fu definito «il più raro e celebre nell’invenzione delle storie, nel disegno, nella bravura, nella pratica de’ colori, nel lavoro a fresco, nella velocità, nel rilievo grande et in ogni altra cosa delle nostre arti». Vasari presentandolo però con il nome di Giovanni Antonio Licinio da Pordenone, dà origine ad un equivoco; per lungo tempo, cioè fino ai primi anni del novecento, “Il Pordenone” verrà confuso con il pittore Bernardino Licinio. Lunedì 15 Novembre 2010, nella Sala Consiliare del Comune di Pordenone, è stato presentato il progetto del Centro multimediale dedicato alla figura e all’opera di Giovanni Antonio de Sacchis, meglio conosciuto come il “Il Pordenone”, che sarà realizzato al pian terreno del Museo Civico d’arte di Palazzo Ricchieri. Contestualmente è stata annunciata la nascita di un Comitato scientifico del quale faranno parte, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università di Udine. Quest’ultima, in particolare, affiancherà il grande lavoro di catalogazione e di documentazione alla base del progetto tutto incentrato su Antonio de Sacchis detto “il Pordenone”.