GIOVANNI SEGANTINIIl pittore nato ad Arco nel 1858, si trasferisce in Bregaglia con tutta la famiglia nel 1894. A Maloja, dove la luce che lui tanto ama è più pura, più speciale, la sua maturità artistica raggiunge il culmine. Il maggior pittore divisionista italiano predilige la tematica agreste, che nelle sue opere si rispecchia nel maestoso e incontaminato paesaggio alpino, di Maloja e anche di Soglio, dove soggiorna in inverno, nonché in quello engadinese. In Bregaglia diventa amico del pittore valligiano Giovanni Giacometti, padre del famoso Alberto Giacometti, e a volte i due dipingono assieme. Il suo atelier, che ora si trova a Maloja, è un modello in scala di quello che sarebbe dovuto essere il padiglione engadinese per l’Esposizione Universale del 1900: una costruzione rotonda del diametro di 70 metri. Ma per mancanza di fondi Segantini non riesce ad ultimare la gigantesca raffigurazione pittorica del panorama engadinese che il padiglione avrebbe dovuto ospitare. La sua opera più celebre “trittico della natura”, conservata nel museo Segantini a St. Moritz. I tre quadri intitolati “La Natura”, “La Vita” e “La Morte” hanno come sfondo rispettivamente lo scenario montano di Soglio, il crepuscolo visto dallo Schafberg in Engadina e il paesaggio invernale di Maloja.