Apparentemente potrebbe sembrare una regione monotona, un’area completamente pianeggiante, in alcuni settori addirittura inferiore al livello del mare. È peraltro una delle terre più giovani d’Italia, formata nei secoli dai depositi del grande Po che la prolunga impercettibilmente ma costantemente verso il mare Adriatico. Eppure è una regione ricca di tradizioni la cui storia è strettamente legata a quella della famiglia d’Este che l’ha governata con sapienza e lungimiranza. È la provincia di Ferrara, “terra e acqua” come recita il suo slogan turistico. Protagonista è ovviamente il Po, il corso d’acqua che la attraversa dividendosi in Po di Volano (che attraversa Ferrara), Po di Primaro e Po di Goro, il più meridionale dei rami del delta del fiume. Inoltre scorrono attraverso la provincia numerosi canali artificiali, tra cui il Cavo Napoleonico, che collega Po e Reno, e l’Idrovia Ferrarese. Dirigendosi verso il mar Adriatico si incontrano poi le numerose valli d’acqua salmastra del delta del Po: sono terreni che, a causa della subsidenza del territorio, vengono allagati dalle acque del mare. Le più importanti sono le valli di Comacchio, estese su più di 10000 ettari. Andremo alla scoperta di questo territorio partendo da Occhiobello, seguendo alcuni grandi itinerari turistici ed eno-gastronomici: la via del Grande Fiume che va alla scoperta del Po e dei suoi sapori, dall’anatra alla salama da taglio, nel rincorrersi dei frutteti, campi di cereali e pioppeti lungo le possenti arginature del Grande Fiume. La Via del Delta che si tuffa nelle Terre basse del Parco del Delta, dove si apre il mondo delle Valli, fatto di canneti, impianti da pesca, aree boschive e del volo di migliaia di uccelli dove si producono i Vini DOC delle Sabbie del Bosco Eliceo, leggeri e sapidi, protagonisti enogastronomici insieme all’anguilla. La via delle Corti Estensi attraverso le capitali della salama da sugo, dell’aglio, del riso e dell’asparago. Ci spingeremo anche oltre i confini provinciali a nord nel Parco Naturale del Delta Veneto, a sud fino alla splendida città d’arte di Ravenna e la Romagna d’Este, nota oggi come Romandiola, la parte della Bassa Romagna che, tra la fine del XIV secolo e la prima metà del XV secolo entrarono a fare parte dei domini della casa d’Este.