È il pino loricato, il simbolo del Parco Nazionale del Pollino, la più grande area di wilderness del sud, a cavallo fra Basilicata e Calabria, che culmina nei 2267 metri della Serra Dolcedorme lungo la quale corre il confine fra la provincia di Potenza e quella di Cosenza.
Il pino loricato è una conifera di origine balcanica dalla corteccia coperta da squame argentee simili alla “lorica”, l’antica corazza dei soldati romani. Il pino loricato non forma boschi, ma cresce isolato o in piccoli gruppi oltre la fascia dei faggi con esemplari che raggiungono 32 metri di altezza, cinque metri di circonferenza e centinaia di anni di età.
L’interesse del parco è accresciuto anche dalla sua componente umana. Le pendici del massiccio del Pollino, infatti, sia sul versante lucano che su quello calabro, furono colonizzate tra il XV e il XVI secolo da popolazioni in fuga dall’Albania.
Si tratta di comunità che hanno saputo conservare lungo i secoli il loro patrimonio di tradizioni, cultura, lingua e religione. Paesi arroccati sui colli o sui ripidi pendii delle monta¬gne, siti archeologici, santuari e monasteri raggiunti da antiche vie di pellegrinaggio e sede di tradizionali feste religiose costituiscono inoltre altre mete stimolanti.