La Riviera di Ulisse, tratto di costa del Lazio Meridionale della provincia di Latina, è a metà strada tra Roma e Napoli, dal Garigliano al Circeo e intreccia la sua storia con quella della Ciociaria, con una comunanza di interessi e realtà storiche e antropologiche. Già in epoca romana infatti rientrava nel territorio del Latium Novum e successivamente appartenne in parte allo Stato Pontificio come Terra di Marittima e in parte terra al Regno Borbonico.
Con i suoi cento chilometri di litorale la Riviera d’ Ulisse offre una grande varietà di ambienti dove si alternano spiagge di fine rena e promontori rocciosi. Piccolo ma di grande fascino è l’Arcipelago delle Isole Pontine, al centro del Mar Tirreno, con le isole di Ponza, Palmarola, Zannone, Gavi, Ventotene e S. Stefano. Le isole di origine vulcanica sono ricche di colori straordinari, di ambienti magici, di fondali alti e trasparenti.
Un mosaico assai variegato di terre emerse e ambienti marini che si snoda lungo la costa del golfo di Gaeta. La natura calcarea del territorio è evidenziata in alcuni punti da formazioni caratteristiche e suggestive come faglie, imponenti falesie e grotte marine. Gli ambienti geologici del Parco Regionale Riviera di Ulisse sono estremamente vari ed interessanti, i suoi sentieri offrono l’opportunità di osservare falesie, baie, spiagge, grotte, fossili, strutture tettoniche, antiche linee di rive, suoli e forme erosive.

“La marina da Reggio a Gaeta è la più dilettevole parte d’Italia”. Così’ scrisse Boccaccio e Diodoro Siculo la collega al mito degli Argonauti facendo derivare il nome della città da “Aietes”, mitico padre di Medea, figlia di Circe, la maga innamorata di Giasone.
Virgilio fa approdare Enea, reduce da Troia, proprio a Gaeta per seppellire la sua nutrice Caieta. E poco lontano, dall’altra parte del golfo il Monte Circeo ospita proprio la grotta dove risiedeva la maga Circe.
Delimitato all’interno dei Monti Aurunci (patria del famoso bandito Michele Piazza meglio conosciuto come Frà Diavolo) e dominato dall’imponente castello Angioino- Aragonese, il borgo di Gaeta – la perla del Tirreno – sorge arroccato ai piedi del monte Orlando (Parco Regionale Urbano), su di un promontorio che chiude a sud il golfo omonimo, creando con le sue scogliere uno dei tratti più suggestivi della costa tirrenica.
Nel mese di agosto si svolge nelle acque del Golfo la processione della Madonna di Porto Salvo, ossia della Madonna che conduce salvi in porto i marittimi, che vede Il mare attraversato da variopinte imbarcazioni imbandierate al seguito della statua della Madonna collocata sulla barca capofila, una tradizione che risale all’anni 1000. Le colline circostanti e le pendici dei Monti Aurunci sono invece rivestite da uliveti che producono la famosa oliva di Gaeta, un frutto di forma leggermente affusolata, di colore violaceo, di sapore vinoso con sfumature acetiche usata per produrre un ottimo olio e soprattutto le olive in salamoia (localmente olive all’acqua).
Da Gaeta esploreremo il Parco Regionale della Riviera di Ulisse che si estende lungo la costa del suo golfo da Sperlonga (stazione balneare col nucleo antico raccolto su uno sperone a strapiombo sul mare e racchiuso in parte da mura medievali) a Formia (stazione climatica famosa già al tempo dei Romani) per scoprirne le emergenze naturali e archeologiche. Dalle suggestioni dell’archeologia al fascino della natura che sarà protagonista durante la visita alle Isole Pontine e alle terre della Maga Circe, il Parco Nazionale del Circeo. Durante il soggiorno avremo modo di gustare il piatto tipico di Gaeta, la tiella, due sfoglie di pizza che racchiudono un ripieno composto di prodotti di terra o di mare o da entrambi, nata dalla necessità di consumare sia il pescato che la farina. Del resto sembra che proprio a Gaeta sia conservata la più antica testimonianza della pizza nel mondo risalente a un codice del 997. Si trattava naturalmente della pizza bianca. Quella “tricolore “sarebbe nata secoli dopo in seguito alla scoperta dell’America.