IL RADICCHIO DI TREVISONel rigore dell’inverno trevigiano nasce, come per magia, il prodotto più noto e caratteristico della campagna trevigiana, il radicchio.
Tra Treviso e Castelfranco, principali poli di produzione delle cicorie trevigiane, si estende una verde campagna puntellata da importanti segni lasciati dalla storia e dall’arte, lungo l’alto corso del fiume Sile. In questo angolo della provincia corre la Strada del Radicchio, itinerario turistico che conduce il visitatore alla scoperta delle produzioni tipiche, dei monumenti e dei più bei tesori della natura.
I centri storici delle due cittadine, Treviso e Castelfranco, sono la maggiore attrazione artistica per i turisti. Nel capoluogo l’acqua degli affluenti del Sile forma una intrico di rigagnoli e di viuzze, cuore della città antica, denso di scorci e di locali caratteristici. Più imponenti sono la Piazza dei Signori con il Palazzo dei Trecento, il Duomo e la chiesa di San Nicolò, luoghi carichi di storia e di preziose opere d’arte. Nell’antica piazza del mercato di Castelfranco sorgono pregevoli palazzi d’epoca tra cui il Teatro Accademico e il Duomo settecentesco al cui interno sono conservati la Pala di Giorgione e altri affreschi del Veronese.
Lasciando le due cittadine si segue il corso del Sile, caratterizzato da un susseguirsi di paesaggi di rara bellezza, dove la presenza della flora e della fauna autoctone invita ad un passeggiata, a piedi o in bicicletta, nella quiete dei sentieri lungo gli argini. Il fiume Sile è per il radicchio un elemento chiave del processo di imbiancamento ottenuto mediante l’immersione dei cespi nelle sue acque di falda. Una verdura che sembra un fiore, con le sue venature bianche e rosse e la sua forma particolare e che caratterizza la stagione produttiva invernale della provincia di Treviso. Tre sono le varietà di radicchio coltivate in questa parte di Veneto che hanno ottenuto le certificazioni IGP: il Radicchio Rosso di Treviso Tardivo, è lo “spadone”, quello più comunemente associato alla produzione tipica trevigiana, e maggiormente utilizzato in gastronomia. Presenta un cespo allungato e delle foglie serrate e avvolgenti di un bel colore rosso vinoso con costola dorsale grossa senza nervature secondarie evidenti; alla rottura è croccante e di sapore leggermente amarognolo. Lo si può gustare crudo in insalata, con condimenti diversi, e soprattutto cotto: fritto, ai ferri, stufato, nei risotti. il Radicchio Rosso di Treviso Precoce, si distingue non solo perché giunge sul mercato in anticipo rispetto al tardivo (da settembre anziché da dicembre), ma anche per i grossi cespi allungati con foglie meno carnose a lembo ampio avvolgente di colore rosa smagliante, con costola centrale bianca che si dirama sul lembo stesso. il Radicchio Variegato di Castelfranco, ha una forma totalmente diversa, con ampie foglie aperte e morbide volute rococò, presenta le pagine fogliari lisce ed increspate, colorate con sfumature che vanno dal giallo al verde tenui, striate di porpora e di giallo. Il sapore va dal dolce al gradevolmente amarognolo molto delicato.
I Radicchi trevigiani sono il risultato del paziente processo di imbianchimento-forzatura al quale vengono sottoposti dopo la raccolta, che deriva dall’antica ricerca da parte dei contadini di conservare più a lungo possibile nei periodi invernali il radicchio prodotto nei campi.