LA LEGGENDA DELLA SELVALa Selva di San Francesco, ovvero la parte del Bosco adiacente alla Basilica di San Francesco ad Assisi, era conosciuta nel ’200 come “Colle dell’inferno” (Collis Inferni), forse per il suo aspetto selvaggio o per la sua posizione, da inferius, luogo più in basso rispetto alla città.
Qui si trovavano le forche per l’impiccagione dei condannati a morte, duro monito per i comuni delinquenti ed i nemici politici della città e probabilmente qui si rifugiavano anche i lebbrosi nei periodi di pestilenza.
San Francesco, secondo una leggenda (Leggenda Maggiore VI-2 Bonaventura), scelse come luogo di sepoltura proprio il Colle dell’inferno per essere trattato allo stesso modo dei malfattori e, ad imitazione di Cristo, che morì crocifisso tra i due ladroni e sepolto fuori Gerusalemme.
Qualcun altro, invece, sostiene che la scelta fu dettata dall’amore che il Santo provava per quei luoghi dove spesso si ritirava in solitudine e preghiera.
Dopo la morte di San Francesco, Papa Gregorio IX, che volle costruire una chiesa speciale ad Assisi dove custodire la salma del Santo, la Basilica, ribattezzò la Selva in “Colle del Paradiso”.