ABBADIA SAN SALVATORE“Terra murata, difesa dalla parte occidentale da alte mura castellane e, da quella orientale, difesa da ripide scogliere di piperino, circondata da boschi di castagni e da orti irrigati da limpide sorgenti”. Così si presentava alla fine dell’ottocento il borgo medievale di Abbadia San Salvatore ai viaggiatori che arrivavano nella parte orientale del Monte Amiata. Le grandi trasformazioni indotte dall’apertura della miniera nel 1897 portarono alla nascita di una nuova città in contrapposizione al vecchio Castello. Con il tempo il centro storico perse il suo ruolo e divenne sempre più un quartiere residenziale povero. La società Monte Amiata, fu favorita all’inizio dalla presenza di un centro urbano così vicino al luogo di lavoro.
La manodopera, contrariamente ad altri centri minerari della Maremma, non aveva bisogno, nell’immediato, di essere alloggiata. Con il tempo la presenza della miniera ebbe un’importanza rilevante per lo sviluppo urbanistico del paese. I primi interventi, seguirono un Piano urbanistico (1910) che interessava soltanto le aree nelle immediate vicinanze del vecchio borgo e avevano soprattutto un carattere socio-sanitario.
Tra l’altro vennero realizzati lo spostamento del cimitero, la prima sistemazione della zona esterna alle mura (Orto dei fossi, attuale Viale Roma), l’allacciamento dell’acqua potabile, della luce elettrica e del telefono, il Palazzo Comunale, le scuole e l’Ospedale (costruito dalla Società Monte Amiata).
Lo sviluppo edilizio fu così forte che nel 1927 venne approvato un nuovo Piano Regolatore che disegnava la nuova città, verso la miniera. Nel 1934 venne costruito il campo sportivo il cui progetto prevedeva oltre al campo di calcio, campi da tennis, piscina e piste per l’atletica leggera e per i cavalli. Era un’opera grandiosa per l’epoca e conforme all’ideale politico-estetico del regime fascista. Si realizzò inoltre la strada di collegamento con la vetta Amiata che ebbe in seguito un importante ruolo nello sviluppo turistico del paese. Intanto la società mineraria edificava i primi villaggi per gli impiegati.
Alla fine della guerra Abbadia si presentava con un assetto urbano già delineato e con un insieme di infrastrutture e servizi che furono ulteriormente potenziati negli anni ’60, in concomitanza con una nuova crescita economica dovuta all’incremento delle attività minerarie e allo sviluppo turistico dell’area. Le espansioni edilizie più recenti, sul margine collinare ad ovest e lungo la provinciale, hanno alterato e complicato la chiarezza dell’impianto urbano. Questo resta però sempre caratterizzato dai due poli principali che hanno fatto la storia del paese: da una parte il centro storico e l’Abbazia dall’altro la Miniera, ormai divenuta Parco-museo minerario.
La presenza dell’industria mineraria nel paese di Abbadia San Salvatore provocò un profondo cambiamento nel tessuto economico, sociale e culturale.
Pur non essendo stato realizzato in pieno il modello paternalistico/borghese tipico delle Company Town anglosassoni, tuttavia con la creazione della Società di Mutuo Soccorso iniziò quell’opera assistenziale necessaria soprattutto per riportare la pace sociale in periodi di lotte operaie e per controbilanciare la riduzione dei salari nei periodi di crisi economica. A partire dal 1910, anno in cui si avviò la costruzione dell’ospedale, iniziarono gli interventi edilizi che interessarono non soltanto le opere strettamente riservate ai lavoratori della miniera (le case per operai e per impiegati, le terme e la colonia), ma anche opere di interesse collettivo come la realizzazione delle fognature, del palazzo comunale, del cinema-teatro e delle scuole. Oltre alle opere edilizie la società mineraria perseguì un’azione di sostegno per le famiglie dei minatori con la creazione di colonie marine e di aiuti per la scuola. Effettuò opera di divulgazione delle attività culturali e sportive con il finanziamento della banda, del corpo filodrammatico e della squadra di calcio.
Tutte le realizzazioni, se pur in parte trasformate, possono essere ancora oggi individuate all’interno del tessuto urbano e rappresentano una testimonianza importante per la storia socio-economica del paese.
Particolarmente riconoscibile è il carattere mitteleuropeo di molte costruzioni realizzate nel periodo tedesco: una impronta costruttiva e decorativa che si è protratta anche in anni successivi.