La provincia aquilana è la più estesa della regione, e, pur essendo l’unica a non avere accesso diretto al mare, compensa questa mancanza con le numerose ricchezze storico-culturali, turistiche e naturalistiche disseminate su tutto il suo territorio, che, bisogna ricordarlo, vede ben tredici piccoli centri inseriti nel prestigioso Club de “I Borghi più belli d’Italia”.
Nelle città abbondano palazzi nobiliari che risalgono, perlopiù, al periodo che va dal XV al XVIII secolo e spettacolari sono le numerosissime chiese che impreziosiscono le vie cittadine con le loro facciate antiche e i campanili sonori. Tanti sono i centri ricchi di storia, cultura e tradizioni presenti sul territorio aquilano: Scanno e il suo lago naturale; gli stupendi borghi medievali di Castelvecchio Calvisio, Fontecchio, Pacentro, Pescocostanzo e S. Stefano di Sessanio; Fossa e la sua necropoli; la preromana Amiternum; la storica Corfinio, che fu capitale, con il nome di “Italia”, dei popoli italici insorti contro Roma; Cocullo e i suoi serpari; Celano, Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio; le grotte di Stiffe; Castel di Sangro; il borgo fortificato di Castel del Monte; la religiosa Sulmona e i suoi confetti; solo per citarne alcuni….
A difesa della Natura è presente il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che comprende tre gruppi montuosi (Gran Sasso, Monti della Laga e Monti Gemelli) e che racchiude ricchezze naturalistiche, bellezze storico-artistiche, suggestivi centri storici, paesaggi sconfinati, montagne severe e una eccezionale varietà di specie vegetali. L’area protetta copre il settore centrale dell’Appennino Abruzzese e confina direttamente con altri due importanti parchi nazionali: a nord-ovest quello dei Monti Sibillini, a sud-est quello della Majella. I quasi 3.000 metri del Gran Sasso ne fanno la vetta più alta dell’Appennino e sono circa 2.400 le specie vegetali censite sulle sue pendici, con molti endemismi in comune col confinante massiccio della Majella e molte sono le specie di animali presenti: tra i mammiferi ricordiamo, il camoscio d’Abruzzo, che è stato recentemente reintrodotto grazie a esemplari provenienti dal Parco d’Abruzzo, il cervo, il capriolo, il lupo, l’orso marsicano.