L'ARTE DELLA CERAMICA UMBRACeramica e maioliche. Arte minore per altri, arte invece tipicamente umbra. Si hanno le prime notizie di quest’arte fino dal 1300: allora a Gubbio esisteva un Collegio di Vasari. Ma di maioliche artistiche non si può parlare fino alla prima metà del ’500, quando Mastro Giorgio, finissimo disegnatore, non trovò « i riflessi dall’oro pallido al più bel rubino ». Nel secolo XVI sorsero le fabbriche di Deruta e Gualdo Tadino. Seguirono quelle di Città di Castello e di Umbertide. L’arte si sviluppò in queste località, perché avevano argilla fine e plastica e perché l’arte fu coltivata con passione dalla gente. Nella moderna ceramica si mantengono tutte le caratteristiche proprie degli antichi vasellami, imitati a perfezione, grazie all’abilità tecnica delle maestranze, specialmente femminili, che ancora lavorano alla decorazione a mano e all’impiego di materie prime locali. Perfezione nella lavorazione, splendore e originale disposizione dei colori, ricercatezza nella decorazione, sono i pregi delle ceramiche di Deruta, richieste per la delicatezza del disegno raffaellesco; a Gubbio e a Gualdo Tadino, si riprendono modelli etruschi e le ceramiche dai riflessi metallici di Mastro Giorgio, dal delicato disegno floreale. Modelli etruschi sono pure in Orvieto. Più moderni i disegni e le linee della ceramica di Umbertide e di Piediluco. Chi visita queste città, specialmente Gubbio e Deruta, può vedere ancora botteghe non industriali di artigiani ceramisti. Sul tornio girante, essi fanno crescere delicate strutture di vasi e si dedicano alla riscoperta di tecniche e segreti dimenticati, come quella del bucchero etrusco liscio e sottile.