L’Aspromonte costituisce l’ultimo tratto delle cosiddette “Alpi calabresi”, che comprendono l’esteso complesso montuoso formato dalla Sila, dalle Serre calabresi e appunto dall’Aspromonte. Tali montagne, formate da rocce cristalline, principalmente graniti, hanno origine e geologia differente rispetto alla Catena Appenninica, di origine sedimentaria e con predominanza di calcari, che termina con il massiccio del Pollino e dell’Orsomarso. Il massiccio dell’Aspromonte si presenta come un’enorme piramide di roccia stretta tra due mari, il Tirreno e lo Jonio. La cima più alta, il Montalto, con i suoi 1955 metri rappresenta un eccezionale belvedere da cui è possibile vedere lo Stretto di Messina, l’Etna e le isole Eolie. Il versante tirrenico, costituito da substrati in genere di tipo cristallino, è caratterizzato dal susseguirsi di “petti”, ripide scarpate, e “piani”, aree pianeggianti formate da terrazze. Il versante ionico si distingue invece per un paesaggio eterogeneo, prodotto dall’erosione del substrato di origine per lo più sedimentaria. Tipica dell’Aspromonte è la presenza delle “pietre”, grandi conglomerati rocciosi modellati dal vento e l’acqua che nel corso del tempo hanno loro dato delle forme particolari. Tra gli altri si citano la Pietra di Febo, la Pietra Castello, le guglie delle Torri (Dolomiti) di Canolo, le Rocche di San Pietro, le Rocce degli Smalidetti, la Pietra Cappa, la Pietra Lunga, la Pietra Castello, la Rocca del Drago. Nei pressi di Natile, anche per la presenza di insediamenti rupestri, il paesaggio ricorda quello della Cappadocia. Un’altra peculiarità del massiccio è costituita dalle fiumare, corsi d’acqua senza sorgente che, a causa della considerevole pendenza e della brevità del percorso, assumono carattere torrentizio, con una grande capacità di erosione. Lungo il corso della fiumara Bonamico, nel 1972 una gigantesca frana ha dato origine al lago Costantino, unico lago di sbarramento italiano con una origine così recente.