MODICA E IL CIOCCOLATOModica è tra le più pittoresche città della provincia e di tutta la Sicilia. Il Comune gode di un vastissimo territorio comunale sviluppato in senso longitudinale, che partendo dalle pendici dei Monti Iblei, con un’altezza sul livello del mare compresa fra i 500 ed i 550 metri, degrada lentamente fino alla costa che si affaccia sul Canale di Sicilia. Insieme con Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli è tra le città Barocche del Val di Noto che sono state dichiarate nel giugno del 2002 “Patrimonio dell’Umanità” e inserite nella lista Unesco di protezione del patrimonio mondiale. La città ha dato i natali al noto poeta Salvatore Quasimodo, in cui il 20 agosto 1901 nacque, insignito del Premio Nobel per la Letteratura il 10 dicembre 1959.
E’ situata nell’area meridionale dei Monti Iblei ed è divisa in due originali aree: Modica Alta, le cui costruzioni quasi scalano le rocce della montagna e Modica Bassa, giù nella valle, dove un tempo scorrevano i due fiumi Ianni Mauro e Pozzo dei Pruni, poi ricoperti a causa delle numerosi alluvioni, e dove è ora situato il Corso Umberto, principale strada e sito storico della città. L’aspetto è prevalentemente tardo barocco, quasi interamente risalente al dopo-terremoto (1693). Modica si è poi estesa su altre aree: Modica Sorda, Monserrato, Idria. Visitare Modica è come penetrare all’interno di una città aerea. Nella diversità delle quote altimetriche, dove si adagiano interi quartieri, si concentrano, nella spazio di una fazzoletto, i monumenti più suggestivi, tra i quali il Castello dei Conti. Ciò che rende la città così unica e affascinante è, prima di tutto, l’aspetto Barocco, di cui il disegno urbano e centro storico di Modica abbondano; inoltre la presenza di pittoreschi vicoletti e stradine, ricche di vecchie botteghe, casupole, Chiese e ricchi Palazzi: Palazzo Tommasi Rosso, Palazzo Ascenzo, Palazzo Rosso-Cannizzaro, Palazzo Grimaldi, Palazzo della Cultura, sede dei musei cittadini. Nel cuore della zona archeologica di Cava d’Ispica, il lungo canyon che da Modica conduce ad Ispica troviamo il Mulino d’Acqua “cavallo d’Ispica” Museo in grotte. Riportato all’antico splendore della prima metà del XVIII secolo dall’appassionato lavoro della famiglia Cerruto, il mulino ad acqua è tornato a far vivere antichi ricordi. Le pale, spinte dall’armonioso gioco dall’acqua del Busaidone, hanno rimesso in moto l’antico mozzo e, come una volta, il grano diventa farina sotto l’incedere instancabile delle macine in pietra. Le grotte, scavate nella roccia, mostrano ancora i segni della vita del passato.
Modica si può tranquillamente definire un vero e proprio “distretto del cioccolato”, contraddistinto dalla presenza di numerose e qualificate realtà produttive, che in questi ultimi anni hanno saputo rinnovare una antica tradizione. Qui una antica famiglia di pasticceri produce il cioccolato come lo facevano gli aztechi. La ricetta è stata tramandata nell’ antica contea di Modica dalle famiglie dominanti spagnole, i conquistadores che tornavano dal Messico. Pasta di cacao lavorata a freddo, in bocca si distinguono prima i granelli dolci dello zucchero e poi l’amaro. Il cioccolato tipico modicano ha vari gusti: aromatizzato alla carruba, al limone, alla cannella, al peperoncino, all’arancio, alla vaniglia, e senza aromi.
Così come per le chiese, Modica, o meglio, i modicani, hanno da sempre avuto un particolare legame con le festività religiose. Il Duomo di San Giorgio, viene spesso indicato e segnalato come monumento simbolo del Barocco siciliano.