MUSEO ETRUSCO GUARNACCILa suggestiva “modernità” delle forme allungate dell’Ombra della sera o lo sguardo inquietante dei due anziani coniugi raffigurati sull’Urna degli sposi valgono da soli una visita al Guarnacci, uno dei più antichi Musei pubblici d’Europa.
Il bel palazzo dove sono esposte le migliaia di testimonianze del passato etrusco e romano di Volterra, l’arredo di alcune sale, alcuni criteri dell’esposizione sono anch’essi storia di un certo modo di fare cultura.
Pertanto, quanti oggi visitano il Museo hanno, forse, l’impressione di trovarsi di fronte a un Museo dai due volti e, diremmo, dalle due anime: una antica, riflessa in sale con vecchi mobili e moltissimi oggetti spesso collocati gli uni accanto agli altri solo perché sono fatti dello stesso materiale, e una contemporanea, rispecchiata in spazi di concezione attuale con pochi significativi reperti corredati di didascalie e pannelli esplicativi.
Il Museo nasce alla metà del Settecento in quel periodo di intensi studi e ricerche sulle antichità italiche durante il quale Volterra fu una vera e propria capitale culturale.
È anche uno dei musei etruschi più antichi ed importanti d’Italia. In esso sono conservati la maggior parte dei materiali provenienti da scavi e ricerche a Volterra e nel suo territorio.
Il nucleo principale del museo è costituito da circa 600 urnette funerarie etrusche, destinate a raccogliere le ceneri dei defunti. La produzione si diffuse a Volterra fra il IV e il I secolo a. C. usando vari materiali: terracotta, pietra, alabastro. Le urne più significative sono in alabastro, materiale facile da modellare e che si prestava anche ad essere dipinto. Fra i reperti più famosi vi è l’Ombra della Sera, un bronzetto etrusco dalla caratteristica forma allungata, la Stele di Avile Tite, l’Urna degli Sposi.