Case CazuffiCase Cazuffi Rella
Impossibile non notarle, con la loro caratteristica facciata i due palazzi attigui di Cazuffi e di Rella abbelliscono il centro di Trento con un sapore storico ed architettonico di grande pregio. Ci piace ricordare le parole di Fréderic Mercey, che durante la moda del Grand Tour europeo, nel 1833 apprezzò in particolar modo i colori urbani della città: “il bistro venato di grigio e di giallo [delle possenti mura], il bianco [delle case] che il tempo ha sfumato con venature di rosa e di arancio e la massa rossa di qualche palazzo costruito con i marmi delle vicine montagne”. Le due case che qui ammiriamo sono posizionate all’angolo con la via Belenzani, altro concentrato di case signorili, di fronte alla torre civica, e si distinguono per essere affrescate con figure floreali e mitologiche, opera del Fogolino (pittore di Vicenza, allievo di Bartolomeo Montagna), le cui opere si distinguono anche in diversi altri edifici di Trento, tra cui lo stesso Duomo ed il Castello del Buonconsiglio.

CASTELLO DEL BUONCONSIGLIOCastello del Buonconsiglio
Se si guarda dal basso il famoso castello di Trento è talmente grande che lo sguardo non riesce a catturarne la cima. L’imponente massa di pietra rosata racchiude al suo interno tutta la storia di Trento e gran parte di quella italiana ed europea. Nato come fortezza difensiva nel XIII secolo nel dosso collinare noto come Malconsey, venne nel tempo conosciuto come castello di Buoncosilii, da cui deriva il nome attuale, dimora dei principi-vescovi della contea. L’edificio originario è il merlato Castelvecchio, sede vescovile, modificato più volte secondo lo stile architettonico e artistico delle epoche successive e apprezzabile ancora oggi per il cortile e la loggia gotico-veneziana. Il Palazzo Magno è l’altra grande struttura del complesso e venne costruito in stile rinascimentale come dimora del principe vescovo Bernardo Clesio nel XVI secolo. Le due strutture più antiche si accompagnano alla più recente Giunta Albertina, del XVII secolo, costruita per volere del principe-vescovo Francesco Alberti Poja e apprezzabile per lo stile barocco. Il castello porta il nome degli avvenimenti storici che l’hanno visto protagonista durante le molte sessioni del Concilio di Trento, che fu inaugurato dal papa Paolo III nel 1545 e rimase attivo fino al 1563 (con esso venne varata la cosiddetta Controriforma in tutto il mondo cattolico, che raccoglieva tutti gli atti dovuti a fronteggiare l’inarrestabile espansione della Riforma Protestante divulgata dal luteranesimo e dal calvinismo. Nei secoli successivi, dal XVII e fino a tutto il XIX secolo, il castello diventò importante punto di riferimento simbolico della Resistenza italiana contro l’impero Austro-Ungarico, essendo stato teatro dell’esecuzione di due celebri trentini, Cesare Battisti (il padre fondatore del giornale ‘Il Popolo’) e Fabio Filzi, un giovane avvocato di Rovereto. Il castello ospita la nota Torre dell’Aquila (anche conosciuta come Torre delle Laste) nel cui interno, divenuto museo (Museo Provinciale d’Arte), si trovano antichi affreschi del Trecento raffiguranti il Ciclo dei mesi, dettagli di vita agricola e militare, opera probabile di maestro Venceslao. Nel Palazzo voluto dal vescovo Clesio si ammirano le camere affrescate dai fratelli Dossi e dal Romanino, esempio della cultura umanistica dell’epoca. Si notino anche i temi imperiali prediletti dai governanti successivi di Trento, stemmi e ritratti degli Asburgo.