UMBERTO SABA E LA LIBRERIA ANTIQUARIAUmberto Saba nasce a Trieste il 9 marzo 1883, di famiglia ebraica dal lato materno, fu avviato agli studî commerciali, e fu per lunghi anni direttore e proprietario di una libreria antiquaria a Trieste, in via San Nicolò 30, che possiamo ancora visitare e, volendo, acquistare, antichi e rari libri. L’attività della«Libreria Antica e Moderna» ebbe inizio il 1 ottobre 1919 e consentì a Saba di raggiungere una modesta ma decorosa indipendenza economica che gli permise di dedicarsi alla poesia. La bottega di via San Nicolò rappresentò inoltre un particolare osservatorio per il poeta, perché numerosi erano i clienti che frequentavano la libreria, che divenne nel corso degli anni luogo di ritrovo per scrittori e artisti. Tra gli altri, Italo Svevo, a cui piaceva passare quasi tutte le sere e raccontare, una volta ottenuto un tardivo successo per i suoi romanzi, i ricordi delle sue imprese commerciali.
Mi piacerebbe, adesso che sono vecchio, dipingere con tranquilla innocenza il mondo meraviglioso. E, fra le altre cose, la mia oscura bottega di Via San Nicolò 30 a Trieste; quella che, quando l’amava e passava volentieri fra le sue pareti le sue ore d’ozio, il mio amico Nello Stock chiamava, non senza qualche buona ragione,«la bottega dei miracoli».
Passando una mattina del 1919 per Via San Nicolò, vidi, o notai per la prima volta, quell’antro oscuro. Pensai: «Se il mio destino fosse di passare là dentro la mia vita, quale tristezza». Era – senza che io ancora lo sapessi – un monito o un presagio.
Pochi giorni dopo infatti l’acquistai dal suo vecchio proprietario, Giuseppe Maylàender. L’acquistai con l’intenzione di buttare nell’Adriatico tutti quei vecchi libri che conteneva, e rivenderla vuota a un prezzo maggiore. Ma dopo pochi giorni, non ebbi più il coraggio di attuare il primo progetto; quei vecchi libri – nessuno dei quali m’interessava per il contenuto – mi avevano incantato. Cercavo anche una sistemazione per la mia vita.
Storia di una libreria (1948)
E’ stato così che ho passato in quell’antro oscuro la metà circa della mia vita. La passai in parte male e in parte bene, come l’avrei – è probabile – passata in qualunque altro ambiente. Ma la bottega di Via San Nicolò ebbe un grande merito, rappresentò per me, per tutti gli anni che durò il fascismo, un rifugio abbastanza al riparo dagli altoparlanti. Vivere della letteratura è, per un poeta, impresa quasi disperata; più disperata che mai essa mi appariva in quegli anni. Inoltre i libri antichi – dei quali apprendevo per la prima volta l’esistenza – non mi offendevano come i moderni, che tutti o quasi, avevano per me il volto odioso del tempo presente.
Emanavano inoltre un senso di pace: erano come dei nobili morti. Non saprei dire se veramente li amavo o no; forse li amavo, ma in un modo particolare; come i ruffiani amano le belle donne: per venderle.
Storia di una libreria (1948)
Saba diede a Trieste un’attività libraria antiquaria di fama nazionale con l’essenziale contributo di Carlo Cerne, il celebre aiutante Carletto, verso cui il poeta nutrì fino alla fine affetto e riconoscenza.